Lettera di Valeria

lettera di Valeria copie                            Caro Toton,
Mi appresto a fare tabula rasa della mia casa e sono terrorizzata.

Ci sono arrivata all’età di 11 anni. In estate. L’eccitazione e l’entusiasmo erano ai massimi livelli. Non solo avevamo una nuova casa, ma in più, mio padre era all’origine della creazione dell’intero palazzo con parco annesso. Una casa bellissima, grande, con tutti i confort e un panorama devastante! Per me, una cameretta di cui mi innamorai subito. Bianca e rosa. Una nuvoletta; un’atmosfera ovattata. Ne feci il mio regno!
Questa casa è testimone di tutti gli eventi, triste e felici della mia vita. Da adolescente sono diventata donna. Poi studentessa, biologa all’università, moglie e infine madre di due gemelli. La prima ristrutturazione è avvenuta per facilitare la convivenza tra mio marito e i miei genitori, fino a dividere, circa dieci anni fa, l’appartamento in due unità contigue. Prima mia madre, poi mio padre, sono scomparsi lasciando una casa piena di ricordi, le tracce visibili di tutta la mia vita. Mio marito e mia figlia, vogliono abbattere tutto per costruire una sola e grande casa e renderla più accessibile a mio figlio che circola in sedia a rotelle. Crolla una montagna di ricordi! Scompare una parte della mia storia! «La vita continua»«non si può vivere di ricordi», io li ascolto, comprendo le loro ragioni, ma non riesco a decidermi. Abbiamo cambiato già due architetti, e tutti i progetti che mi propongono sembrano meno funzionali di prima. Mi aiuti per piacere, finirò per cedere pur sapendo che la nuova casa non mi renderà felice.

Con affetto e stima,
Valeria

 

Cara Valeria,

il suo strenuo combattere, l’infaticabile difesa della sua casa primigenia, evocano in me, l’ira di Medea – “Questo luogo sprofonderà perché è senza sostegno! Grida Medea folle di terrore vedendo Giasone e i suoi marinai costruire un accampamento appena sbarcati sulla spiaggia – “Non pregate Dio perché benedica le vostre tende? (…) Voi non cercate il centro, non segnate il centro! No! Cercate un albero, un palo, una pietra! Parlami Terra, fammi sentir la tua voce. Non ricordo più la tua voce! Parlami Sole. Dov’è il posto dove posso ascoltar la vostra voce?” Medea che viene dai confini con la Persia ed è dotata di poteri magici, rappresenta la tradizione cosmologica dell’oriente. Per lei appropriarsi dello spazio è trovare la connessione con gli elementi invisibili dell’universo, fondare il centro per comunicare con essi.

Valeria, come Medea, lei ha paura di ritrovarsi in una nuova casa in cui non si oda più la voce del suo passato e degli esseri che lo hanno abitato. Una casa che perda il contatto con l’universo invisibile che custodisce in lei e che non sia atta a rinnovare il legame con la sua memoria. Il pragmatismo di suo marito e dei suoi figli la sconcerta. È un’eresia che minaccia le sue credenze. Che spezza i legami con il suo aldilà. La sua fede, per noi che siamo a levante, è vista come un ostacolo al divenire, una resistenza al progresso. Ma in oriente, la giornata è ancora scandita da momenti di connessione con l’invisibile. In Giappone (oggettivamente paese simbolo di progresso), le case posseggono uno o anche due altari, shintoisti e/o buddisti. Per installare a casa un altare scintoista, il kamidana, bisogna scegliere un luogo pulito, illuminato, tranquillo, in posizione leggermente sopraelevata per poter disporre le offerte. L’oggetto più importante dell’altare è lo shintai, un oggetto prezioso, all’abitante della casa, destinato ad accogliere un kami, nutrirlo con le offerte perché possa restare, proteggere la casa e la famiglia.

Il culto dei Penati era anche nella nostra cultura antica e per lei che è napoletana, esso è sopravvissuto almeno fino alla generazione di suoi nonni, nella figura del Monaciello, a cui si affidava la protezione della casa. Allora le direi: crei i suoi altari, consacri luoghi e oggetti al culto della sua memoria, dia forma all’incontro quotidiano con le sue divinità. Connetta la casa all’invisibile scegliendo con cura i suoi shintai, i preziosi oggetti in cui i suoi avi potranno per sempre abitare.

 

Con tutta la mia ammirazione
Augusto Antonio Viola

 

 

Votre commentaire

Entrez vos coordonnées ci-dessous ou cliquez sur une icône pour vous connecter:

Logo WordPress.com

Vous commentez à l’aide de votre compte WordPress.com. Déconnexion /  Changer )

Photo Google

Vous commentez à l’aide de votre compte Google. Déconnexion /  Changer )

Image Twitter

Vous commentez à l’aide de votre compte Twitter. Déconnexion /  Changer )

Photo Facebook

Vous commentez à l’aide de votre compte Facebook. Déconnexion /  Changer )

Connexion à %s